sabato 13 maggio 2017

La Corte

Sul blog "La corte" si parla de "Gli Eredi di Atlas"
Sotto vi lascio qualche assaggio, per la recensione completa vi invito a visitare il blog

 La corte

"Tutti i personaggi sono ben caratterizzati, ma superato l’inizio, a volte un po’ caotico a causa delle continue visioni che si alternano alla vita reale, sono solo Aisha e Duncan che portano avanti effettivamente la trama, Aurora e Dean sono un po’ lasciati sullo sfondo, ma la scelta è più che giusta, visto il loro carattere remissivo. I quattro sono descritti talmente bene che sono riconoscibili anche solo dal registro usato, basta che aprano bocca per capire chi sta parlando, senza neanche doverlo specificare"

"Lo stile è semplice e fluido, anche se ogni tanto il tono si innalza con l’uso di qualche metafora, ma non diventa mai pesante grazie anche ai dialoghi vivaci infarciti di battute divertenti quando il racconto diventa troppo serio"

"Veronika Santiago ha delineato una sua cosmogonia a mio avviso molto poetica, che in parte mi ha ricordato il mito degli androgini di Platone, senza mai dire troppo, aumentando la curiosità di sapere cosa sia successo nel passato e non solo di quel che succederà nel futuro"

"Le vicende dei quattro ragazzi si svolgono per lo più a OgniDove, rappresenta molto bene dalla mappa a fine volume, dove passeranno la maggior parte del tempo a imparare a usare i loro poteri, a conoscersi e a prepararsi per la guerra imminente"


Estratto da "Gli Eredi di Atlas" (La Guerra degli Elementi - Vol. 1)

   Varcata la Nebbia nel punto più vicino alla loro meta, vennero accolti da un cielo pesante e basso, gonfio di nuvole grigie. I ragazzi si scambiarono veloci sguardi perplessi; pochi metri prima, oltre la coltre lattiginosa, splendeva il sole circondato da un azzurro limpido e compatto. Nei loro occhi le stesse domande: come aveva fatto il tempo a cambiare così all'improvviso? Nessuno ricordava una sola giornata nuvolosa dal loro arrivo a OgniDove e la temperatura era sempre stata insolitamente stabile e piacevole. Dove si trovava l'isola?
   «Capitano» urlò Aisha affinché la sua voce non venisse coperta dal rumore delle onde infrante sulla chiglia. «Dove siamo?»
   «Non manca molto» rispose l'uomo di mare avvicinandosi. «Con questo vento dovremmo riuscire a vedere terra tra una mezz'ora circa.»
   «Com'è possibile?» chiese stupita la ragazza. Duncan e Aurora si avvicinarono alla zona timone.
   «Pensi di sapere dove si trova OgniDove?» le domandò il capitano ironico.
   «Non molto distante da casa mia... credo. Il viaggio che ho fatto all'andata non è durato molto e non mi sono addormentata.»
   «La Nebbia che circonda l'isola e che tutti avete sicuramente notato ha più scopi. Il primo è di protezione; grazie a essa non siamo rintracciabili, se i nostri nemici ci volessero attaccare non ci troverebbero. Il secondo è... un po' complicato da spiegare. L'isola si trova ovunque e da nessuna parte. È in ogni dove.»


Che i Divini Principi Increati approvino le vostre azioni e guidino la vostra mano

Veronika

domenica 23 aprile 2017

Sognando Leggendo

Se ti sentissi un "diverso" per tutta la vita e improvvisamente uno sconosciuto
ti offrisse la possibilità di rispondere a tutte le tue domande, come reagiresti?
O se ti proponesse l’opportunità della vita,
saresti in grado di lasciare tutto ciò che conosci per un futuro ignoto?

Con queste domande si apre la recensione de "Gli Eredi di Atlas" sul blog Sognando Leggendo

 Sognando Leggendo

Come sempre, sotto vi anticipo qualche passaggio:

"Ecco, questa è esattamente la scelta davanti a cui si trovano  Duncan, Aisha, Dean e Aurora, quattro ragazzi che vivono in Scozia, e che non si conoscono, ma che hanno un passato molto lontano ed un futuro prossimo, intrecciato gli uni con gli altri. Loro non sanno che sono unici al mondo, a partire da quegli strani sogni che fanno, fino ad arrivare alle loro capacità, ma basterà questo a sciogliere i loro dubbi? Riusciranno a fidarsi l’un l’altro ed ad affidarsi alla guida degli abitanti di OgniDove, o lasceranno che il mondo vada alla deriva?"

"Mi ha molto colpito questo libro e la sua storia, un mix fantasy con qua e là qualche aspetto sentimentale, storie d’amore intrecciate le une alle altre, con il classico ed intramontabile “triangolo amoroso”, ma con un pizzico di tragedia (...), che a dire il vero si sposa molto bene con la trama, perché crea quel piccolo tocco di suspense in cui non sa se i nostri ragazzi sarebbero riusciti nel loro intento oppure avrebbero abbandonato tutto, con il cuore troppo spezzato per continuare"

"Ho trovato lo stile di scrittura dell’autrice molto evocativo e coinvolgente, mi sembrava davvero di far parte dei sogni dei protagonisti (alcuni facevano davvero paura) e di essere sull'isola di OgniDove (riuscivo a sentire il calore del sole e il nitrito di NeroVento), nonostante abbia mantenuto un linguaggio semplice e diretto, con frasi corte e precise"


Estratto da "Gli Eredi di Atlas" (La Guerra degli Elementi - Vol. 1)

Solo una certezza abitava la sua mente: era in Atlas e davanti a lei c'era la Reggente di cui Aisha era l'Erede, insieme al corrispettivo maschile del suo elemento. L'aura di Aisha, seppur splendente, era niente in  confronto a quella della sacerdotessa di Atlas, immensa e benigna, padrona di un potere sconfinato che abbracciava tutto ciò che era Terra. Alla sua destra Aurora percepì la presenza di Duncan nel condottiero lambito dalle fiamme; l’unica differenza era l’assenza del tormento che faceva ardere la sua aura nel presente. In quella smisurata manifestazione elementale avvertì l’essenza di Dean, vivo più che mai nelle onde morbide e incessanti che accarezzavano rive sabbiose senza fine. Una sensazione rassicurante la pervase, ma avvertì anche una nota dissonante in quella perfetta sinfonia di elementi…


Che i Divini Principi Increati approvino le vostre azioni e guidino la vostra mano

Veronika

sabato 25 marzo 2017

Perché lo dice Krilli

Krilli ha letto il primo libro della saga "La Guerra degli Elementi".
Ecco cosa ne pensa. E se lo dice Krilli ;-)

Imperdibileee
Recensione "Gli eredi di Atlas" di miss Santiago: Veronika non scrive, lei racconta, emoziona, rapisce i lettori tra intrighi e avventura, fantasia e realtà. Il romanzo è un gioco di scoperte. Quattro i protagonisti Aisha, Aurora, Duncan e Dean. Quattro storie, quattro background diversi che troveranno in Bolton la guida verso il loro destino. Il sogno di Aisha ci catapulta subito all'interno del romanzo che scopriremo essere fin da subito avvincente e povero di fronzoli. Il romanzo è un fantasy dallo stile contemporaneo, mai eccessivo. I personaggi sono descritti così bene da farci conoscere ogni loro pensiero, anche nascosto, in un percorso che non vede cambiare solo il corso delle loro vite ma anche le loro anime. Il testo è pulito e scorrevole. Un romanzo che ti inchioda alla lettura, letto il primo divorerete il resto della saga. Quattro vite parallele descritte in fotogrammi che si alternano senza mai confondere. Buona lettura krillers!

Potete seguire Krilli su: 


Un'amicizia improbabile quella tra Duncan O'Connor e Dean Barton 
e sicuramente non iniziata nel migliore dei modi...


Estratto da "Gli Eredi di Atlas" (La Guerra degli Elementi - Vol. 1)

Duncan guardava divertito il suo compagno di viaggio fissare in modo maniacale ogni più piccolo movimento del marinaio e del capitano. Patetico. Era confortante vedere una persona così a disagio proprio mentre cominciava a rendersi conto di essere finalmente tornato libero. Con un pizzico di cattiveria pensò a come doveva essere arrabbiato suo padre non sapendo dove fosse. Senza dubbio non era preoccupato per la sua salute, ma era certo stesse tremando all'idea che potesse ripiombare incontrollato nella sua vita e incrinare il suo mondo prestigioso dove contavano solo le apparenze. Sì, quest'idea lo faceva sentire proprio bene.
    «Ti chiami Dean, giusto? Io sono Duncan» disse porgendo la mano al ragazzo con il quale stava condividendo il viaggio. Non che gli interessasse fare amicizia, ma pensò che fosse un piccolo passo per iniziare a rientrare nel mondo senza sbarre alle finestre.
    «L’avevo capito» rispose senza guardarlo, così in tensione da rasentare la paranoia.
    «Senti, magari ci siamo incontrati in una situazione un po’ particolare, comunque...»
   «Particolare è un eufemismo! Io non voglio grane, ok? Non m’importa chi sei o come ti chiami. Sono un marinaio, mi è stato offerto un posto di lavoro sull'isola e ho accettato. Fine della storia. Non voglio saperne niente di reati ed evasioni» chiarì con un’aggressività impacciata che era chiaro non gli appartenesse.
    «Ok, amico, come non detto» rispose con disprezzo. «Pensavo solo che, visto che andiamo nello stesso posto, potevamo fare due chiacchiere, così tanto per passare il tempo» continuò scuotendo la testa. «Ma forse hai ragione, lasciamo perdere. In effetti non me ne frega nulla di chi sei e cosa ci fai qui.» Il perbenismo non faceva per lui.
    Negli occhi di Duncan brillò una scintilla di rabbia: quel tizio non era nessuno per giudicarlo. Si scambiarono un’occhiata carica di sfida e l’aria intorno a loro si fece elettrica. Lo scontro non ebbe seguito solo perché una fitta nebbia, tanto densa da sembrare solida, abbracciò l’imbarcazione. Dean mosse un passo verso il marinaio, ma prima di riuscire a raggiungerlo il pesante manto si dissolse rapido com'era apparso. Duncan sfoderò senza ritegno un sorriso di scherno, prendendo sfacciatamente in giro il suo rivale per quel tardivo tentativo d’azione. Senza parole nuovamente si sfidarono. Il sopracciglio destro di Dean ballò per il nervosismo sopra gli occhi del colore di un mare in tempesta e per Duncan guardarlo fu uno spasso.


Che i Divini Principi Increati approvino le vostre azioni e guidino la vostra mano

Veronika

sabato 11 marzo 2017

Il paradosso della tempesta

Nel tentativo di mettermi in pari con le recensioni ricevute dai libri de "La Guerra degli Elementi", vi lascio qualche passaggio del post intitolato “L’eredità perpetua” del blog “Solo 1 altra riga” dove Sonia ci spiega cosa le è piaciuto e cosa invece non le è andato a genio de “La Tempesta del Tempo”, terzo libro della saga


“Personalmente ho avuto dei problemi a digerire questo volume, paradossalmente però l’ho trovato davvero geniale. E ora vediamo di capire perché…Il primo volume, assolutamente dolce di novità, ci ha aperto i battenti di questo mondo e queste verità, abbiamo imparato a conoscere i vari personaggi, tutti molto realistici e ben descritti, con una trama solida e originale; il secondo volume ci ha presentato il proseguimento delle avventure di questi personaggi che hanno dovuto conoscere le loro singole storie e compensarle non solo con il quotidiano, ma anche con l’epoca e le loro singole personalità. Hanno dovuto spesso anteporre se stessi a favore di un fine più grande. Però la storia temporale era la stessa. Siamo cresciuti con loro, insieme a loro abbiamo scoperto e accettato le nature insite nel loro Io”

“Ecco cosa mi ha appesantito nel terzo volume: La Tempesta del Tempo ha centrifugato tutto, tutti i pezzi del puzzle sparsi in maniera quasi irrisolvibile, un rebus difficile da elaborare”

“E di contro (paradossalmente) mi è piaciuto, perché l’ho trovata un’elaborazione molto attinente alla storia, inoltre ha rafforzato il discorso della loro eredità di Reggenti. E’ come se avessimo iniziato nuovamente questa storia, anche se i personaggi sentivano che in quella realtà, qualcosa stonava”

“Ho cominciato a sentirmi a casa quando i ricordi, chiari e netti, della loro vita precedente riaffioravano, e tornavano ad essere i personaggi che abbiamo imparato ad amare e rispettare”

“Alcuni personaggi hanno rivestito ruoli inconsueti, ma è l’impalcatura di intrighi e trame nascoste che non ho appreso a pieno, specialmente delle descrizioni finali, sono rimasta un po’confusa sul perché e il percome. In sintesi? Probabilmente questo libro ha da dire più di quanto una prima lettura può dare, è sicuramente da rileggere! Continuo a consigliare la lettura di questa saga”

Recensioni del blog "Solo 1 altra riga" sui libri della saga:

E tu cosa faresti se scoprisse che la realtà in cui vivi è sbagliata?


Estratto da “La Tempesta del Tempo” (La Guerra degli Elementi – Vol. 3)

    «Cerca di ricordare, Zucchero» la pregò intuendo il suo smarrimento. «La realtà in cui viviamo è sbagliata.»
    Aisha avrebbe voluto compiacerlo avvertendo l'urgenza di ciò che le aveva confidato, ma quella parte della sua memoria era blindata in un filone temporale secondario che sbiadiva sempre più a ogni ciclo di luna. Incapace di resistere alla tentazione, raggiunse il bordo del letto e allungò una mano verso quel miraggio fatto di luce e ricordi, visibile grazie alla fiamma della candela. Lui non si tirò indietro e tese a sua volta la propria. Quando le loro dita si sfiorarono, Aisha avvertì la consistenza di quella figura evanescente, come se visione ed energia potessero, in quella bolla oltre il reale, aggregarsi in materia…

     Poi la stanza intorno a lei riacquistò i contorni della cruda realtà e si ritrovò in ginocchio sul bordo del letto, con un braccio proteso verso il niente. Da sola. Non era la prima volta che sognava quel ragazzo biondo dagli occhi di rame, e nel mondo onirico sapeva di conoscerlo, da sempre, anche se ne ignorava il nome.
    Il mondo era un luogo vuoto e inutile se lui era solo un sogno, constatò con amarezza.


mercoledì 8 marzo 2017

Green and Grey Saga (2)

Dopo aver finito il quarto e ultimo libro de “La Guerra degli Elementi” mi ero ripromessa di prendermi una pausa… promessa non mantenuta visto che ho subito rimesso mano alla penna, in un epic fantasy su cui sto lavorando insieme a mio marito. E così, persa in nuovi regni, in compagnia di nuovi personaggi, sono rimasta un po’ indietro con le ultime recensioni ricevute dai libri della saga. Vediamo se riesco a mettermi un po’ in pari: iniziamo dal blog “Green and Grey Saga” dove Elena ci parla de “Il Varco dell’Apocalisse”. 


Come sempre sotto vi lascio qualche passaggio della recensione:

“Veronika Santiago non delude. Così come per il primo, mi sono innamorata del secondo volume. Lo stile e l’impegno dell’autrice sono in costante ascesa, rendendo il seguito più profondo, maturo ed emozionante, pur mantenendo una scrittura semplice e fluida, che non annoia  e non appesantisce”

“Le prime due parti del libro scavano in sentimenti, sensazioni, dubbi e paure dei quattro protagonisti, approfondendoli, cosa che avevo sperato fin dalla fine del primo volume. Approfondiscono le loro vite, entrambe. Sì, perché di nuovo viene usato l’escamotage delle visioni, da me tanto amato, per mostrare Atlas e i suoi misteri. E proprio ad Atlas viene dedicata l’ultima parte del romanzo, rivelano verità fino a quel momento celate e alla grande battaglia finale di questo secondo fantastico libro”

“Per quanto mi riguarda, il secondo libro è stato un miglioramento sotto moltissimi punti di vista. Il messaggio che trasmette è più profondo e maturo, le descrizioni salgono di livello, i personaggi si caratterizzano meglio e la trama non perde la sua caratteristica coinvolgente, anzi, lo diventa ancora di più. E’ una saga complessa nella sua semplicità, che ti invoglia a leggere, leggere e ancora leggere”

“E’ una saga che va goduta appieno, perché merita davvero tanto. A volte ci si trova davanti ad un primo libro ottimo, mentre i sequel perdono qualità, Veronika Santiago dimostra di essere un’autrice seria donandoci un secondo volume in crescita, portandoti con lei ed i suoi protagonisti in un turbinio di emozioni e un Mondo tra realtà e fantasia che ti cattura”

Per la recensione completa vi invito a visitare il blog Green and Grey Saga


Green and Grey non è solo un blog, è soprattutto un libro!
Scopriamolo attraverso le parole dell'autrice Elena Croce:

"Green and Grey nasce due anni fa. Le mattine non sono mai state un grande momento per me, non sono per niente mattiniera, quindi il mio cervello sulla strada del lavoro era in una sorta di limbo tra il sonno e la veglia. Mentre marciavo lungo il pezzo di strada che mi avrebbe portato alla metropolitana mi ritornò in mente un sogno fatto la notte prima. Giuro, così nacque tutto questo progetto. Da uno stupido sogno. Così ogni mattina mi immaginavo un pezzetto. E ad ogni passo me ne innamoravo sempre di più. Non fraintendetemi, non sono un arrogante che si crede la nuova Rowling. Tutto il contrario. Ma la storia mi prese a tal punto da andare a comprarmi un computer portatile di dubbia qualità per permettermi di scrivere quando volevo e non dover lottare per il fisso di casa con mio marito. In un paio di mesi buttai giù un intero libro. Lo avrei cambiato cento volte prima di avere la versione che più mi convinceva, ma la sostanza c’era. La trama c’era. E con la fine del primo libro arrivò la trama per il secondo, per il terzo e per il quarto.
Green and Grey è un post apocalittico contemporaneo, ambientato a Milano, perché nessuno racconta mai della fine del mondo Made in Italy. Ho scelto la mia zona, la conosco da una vita e ci sono affezionata. Inoltre, per chi non l’avesse mai visto, il quartiere di Greco non è per niente male. Ambientato nel 2016 racconta la vita dei sopravvissuti e, con moooolta calma, spiega i perché della fine del mondo. O meglio, del genere umano. Non è certo un libro per bambini, c’è violenza, sangue, morte, qua e là un accenno a situazioni adulte. Ha un po' di tutto quello che io preferisco: sottofondo fantasy, spiegato col fantascientifico, sfociante nell'horror, con punte di romanticismo. Chi per ora lo ha recensito ne parla come di un libro scorrevole, non troppo impegnativo, leggero, perché io amo il sarcasmo, quindi potrebbe valerne la pena di dargli una lettura. Di certo mi aiuterebbe a scrivere più spesso, anche quando dopo una giornata con la mia preziosa neonata vorrei solo dormire. E’ raccontato da due punti di vista, a capitoli alterni. I protagonisti e voci narranti sono Brute ed Elly, i miei figli di carta. Sono molto diversi ed ho cercato di caratterizzarli il più possibile, di renderli “veri”, pur essendo in un mondo che, per fortuna, di vero ha ben poco"

 Green and Grey

TRAMA: E' l'anno 2016, il mondo è stato flagellato da un' Apocalisse che nessuno riesce a spiegarsi. I Protettori sono gli unici che possono difendere i pochi sopravvissuti rimasti da esseri demoniaci che seguono solo l'odore del sangue. Elly e Brute sono i primi a dedicarsi alla protezione del genere umano. Lei, seria e calcolatrice, è alla ricerca di una parte del suo passato che sembra ormai perduta. Lui, entusiasta ed ottimista, spera in un futuro migliore. Legati da una connessione misteriosa e prepotente i due amici hanno l'ingrato compito di gestire un Campo di sopravvissuti, crescere un ragazzino instabile e nel frattempo non rimetterci la pelle. Il tutto immerso in un mondo ormai fermo ad un anno prima, colmo di interrogativi e di un silenzio che annienta.

Green and Grey è il primo libro della Green and Grey Saga,
potete trovare aggiornamenti e info ulteriori
sulla pagina ufficiale di Facebook Green and Grey Saga.

sabato 14 gennaio 2017

a me piace... LEGGERE! 2

Sì, a Simona piace leggere... e si vede! Ha già letto anche "Il Varco dell'Apocalisse"


Vi lascio qualche assaggio della sua recensione:

"Come nel primo capitolo, anche in questo, molto peso ha il mondo onirico nella vita e nelle scelte dei protagonisti. Ci troviamo di fronte a un conflitto interiore molto marcato in personaggi più completi e maturi rispetto al primo volume, che porterà ognuno a compiere scelte in base a quello che il proprio istinto gli imporrà di fare"

"La trama della saga va man mano infittendosi lasciando un profondo alone di mistero intorno a sé, svelando retroscena ma insinuando dubbi nella mente del lettore che, sicuramente, verranno svelati continuando il percorso accanto ai nostri amati personaggi"

"Devo ammettere di non avere un personaggio preferito in questa serie: tutti a loro modo affascinano, spaventano e attraggono, ciò nonostante, credo che tutte abbiano avuto un debole per il bel tenebroso super tormentato..no?! Sapete di chi sto parlando??? No???!!! Allora dovete assolutamente leggere i libri!!!"

Bel tenebroso super tormentato...
Chissà a chi si sta riferendo Simona, vediamo un po', forse a Bolton? Oppure...


Per la recensione completa vi invito a visitare il blog "a me piace... LEGGERE!"


Simona Trivisani, nata a Taranto, città nella quale ha trascorso la sua infanzia frequentando l'istituto d'arte e diplomandosi in ceramica e arti applicate. Dopo aver vissuto per breve tempo ad Ancona e Roma, dal 2003 vive a Torino, si è sposata nel 2006 e ha due figli.

Non solo blogger, Simona Trivisani è autrice di "Le ali d'argento"


“Le ali d’argento” è un romanzo fantasy. Areike, principessa di un regno lontano, viene istruita alle arti magiche per poter difendere il suo regno da attacchi nemici. Sempre al suo fianco Mavir, un angelo immortale pronto a dare la sua vita per lei. E’ proprio quando i due scoprono il grande amore che li lega che le loro vite subiscono una scossa terribile. Una storia avvincente, ricca di fascino e mistero.

giovedì 12 gennaio 2017

Intervista su Bookoria

Segnalazioni e booktrailer di tutti e quattro i libri
della saga "La Guerra degli Elementi" sul sito di Bookoria

 Bookoria

Ringrazio Bookoria per gli articoli e per avermi dato la possibilità di parlare un po' di me e dei miei libri in un'intervista. Sotto vi lascio un paio di domande.

– Dove trovi l’ispirazione per una storia?
Non cerco l’ispirazione… a dire il vero è lei che trova me. Ho spesso la mente piena di avvenimenti, personaggi, luoghi inesplorati… se non scrivessi credo che alla fine mi scoppierebbe la testa. Non sono io in realtà a cercare le storie, sono loro che si presentano nella mia mente e pretendono di essere scritte. Credo che le storie esistano già tutte nel mondo delle idee: lo scrittore è solo la persona che si prende la briga di raccontarle. Nel corso degli anni molte storie si sono meritate solo poche pagine, niente più che racconti, alcuni addirittura scene estrapolate da un qualsivoglia contesto; in poche parole, niente che valesse la pena. Finché un giorno si sono presentati alla mia attenzione Duncan e Aisha (chi li conosce converrà con me che sono tipetti testardi) e non mi hanno più lasciata in pace. Intorno a loro si sono stretti amici e mentori, luoghi incantati, leggende e profezie, e una storia del mondo che non è proprio quella che abbiamo studiato. Il contesto intorno a loro si è ampliato, arricchito di particolari, nuovi incanti ed esseri fatati, e poche pagine non bastavano per togliersi tutto dalla testa. Sono stati i personaggi a prendermi per mano per mostrarmi le loro vicissitudini, non sono mai stata io a dettare l’andamento della storia e quando ci ho provato, le pagine scritte sono state cestinate senza neanche passare dal via. Sono stati loro a guidarmi in quest’avventura, svelandomi man mano che andavo avanti un tassello in più degli avvenimenti di Atlas, di OgniDove e della SacraScozia.

– La fantasia influenza i tuoi scritti oppure usi un metodo di scrittura razionale?
Ho provato a un certo punto a fare le cose per benino, utilizzando un metodo razionale, con scalette e tutto il resto, ma proprio non funzionava: il risultato è stato disastroso e le pagine scritte con questo metodo buttate via senza rimpianti. Così mi sono liberata di schemi e tracce, ho messo la penna sul foglio e mi sono fidata della storia che pian piano si stava affacciando alla mia mente, sviluppandosi da sola man mano che andavo avanti da un libro all'altro. Da qualche parte dentro di me sapevo che la storia esisteva già, una sensazione vaga che tuttavia, pagina dopo pagina, diventava certezza. E ho deciso di fidarmi, di farmi prendere per mano e accompagnare laddove la storia mi avrebbe portata, fino alla parola fine. Un atto di fede o forse una pazzia, sicuramente un’avventura straordinaria.

Per l'intervista completa vi invito a visitare il sito:

 Bookoria

Bookoria è un sito/progetto fondato dall'associazione Iside Onlus Messina
(promozione arte & cultura)